Hitman e il dilemma del lavoro

Da martedì 12 marzo, le lavoratrici della Hitman sono in mobilità, triste anticamera del licenziamento. Questa è una vicenda che si trascina sin dalla scorsa legislatura, quando fu pessimamente gestita dall’allora giunta Graffeo, che prestò il fianco ad una maxi operazione di speculazione edilizia, che non avrebbe minimamente tutelato il diritto al lavoro.

Su pressioni provenienti da varie parti, la proposta fu successivamente ridimensionata, in misura significativa, e venne finalmente posta attenzione al destino delle lavoratrici, cercando per loro garanzie di un lavoro vero, perché non fossero semplicemente strumentalizzate per un’operazione speculativa e poi comunque mandate a casa. Da questo orecchio però le controparti commerciali non ci hanno mai sentito, così siamo giunti al triste epilogo di questi giorni.

Ci sentiamo di condividere, in questo caso, l’operato dell’attuale giunta Ferrucci, nel cercare una soluzione equilibrata, nel rispetto del sacrosanto diritto al lavoro, senza però dimenticare le esigenze di uno sviluppo bilanciato della città.

Ci sentiamo però anche in dovere di prendere spunto da questa vicenda, per ribadire le nostre idee sul tema del lavoro, che di fronte a sfide moderne non può essere affrontato con schemi obsoleti.

Partiamo da una considerazione banale: per avere lavoro, ci vogliono imprese che assumano, ma a farlo saranno solo quelle che riusciranno ad essere competitive sul mercato. Serve quindi operare in due direzioni: favorire la nascita di nuove imprese e attirare l’insediamento delle imprese sul territorio.

Per perseguire il primo obbiettivo, si deve preparare adeguatamente una nuova classe di imprenditori alle sfide dei mercati odierni e quelle future, dando loro la possibilità di partire con la loro impresa investendo il meno possibile, vista la difficoltà a reperire i capitali attraverso il credito. A tale scopo servono gli incubatori di impresa, che formano, consentendo la condivisione di esperienze e conoscenza, ma anche di sfruttare spazi dove impostare il lavoro iniziale (il cosiddetto start up).

Ma se vogliamo anche attirare nuovi insediamenti di imprese, allora dobbiamo puntare a quelle che operano in settori nei quali è possibile competere. Il riferimento è alle imprese tecnologiche e della green economy, settori in espansione, nei quali potremmo sfruttare i nostri eccellenti laureati, senza lasciarli scappare all’estero. Aiuterebbero molto agevolazioni dirette ad esse, ma soprattutto fornire loro le infrastrutture necessarie, a cominciare da un’adeguata rete di comunicazione a banda larga, essenziale per questo genere di attività.

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Gian Luca Triglia had written 31 articles for Insieme per Corsico

Nato il 20 febbraio 1974 a Milano, da sempre residente a Corsico, si laurea nell'ottobre 2002 in Scienze dell'Informazione, presso l'Università degli Studi di Milano e comincia da subito a lavorare come consulente informatico, per un'importante multinazionale, operante nel campo dell'Information Technology. E' stato tesoriere e segretario di un'associazione giovanile e si occupa attivamente di politica dal 2004, col suo ingresso in "Insieme per Corsico". Nella scorsa legislatura è stato membro del direttivo dell'associazione e consigliere della consulta di quartiere nord, oltre che membro della commissione biblioteca. Dal 2010 ricopre l'incarico di Portavoce di "Insieme per Corsico".

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