Il contesto del prossimo bilancio comunale

Il patto di stabilità è lo strumento ideato dall’Unione Europea per tenere sotto controllo i conti pubblici dei paesi dell’area Euro, con l’obiettivo di ridurre i deficit e i debiti accumulati negli anni e risanare così le finanze pubbliche. Non si riferisce solo a quelle degli stati centrali, comprendendo anche quelle degli enti locali, inclusi quindi i comuni. L’Unione Europea ha però individuato solo gli obbiettivi generali e lo strumento attraverso il quale raggiungerli, il come farlo viene deciso da ciascun paese, in piena autonomia, tanto che nel corso degli anni, in Italia quasi ogni governo modificava i parametri di calcolo, rendendoli sempre più stringenti.

Allo stato attuale, vi sono delle imposizioni abbastanza surreali, perché di fatto agli enti locali viene imposto un saldo di bilancio in attivo, che però risulta indisponibile, ovvero non si possono utilizzare i soldi che ci sono. E questo vale anche per gli eventuali avanzi di bilancio degli anni precedenti, cioè tutti i risparmi realizzati da un’oculata gestione dei conti.

In realtà, però tutto questo ha una logica, anche se perversa: si vuole compensare il deficit dello stato con i risparmi imposti agli enti locali, in particolare ai comuni, così da far tornare il saldo totale. Di fatto, si traduce in uno scarica barile, che impedisce di spendere anche ai comuni virtuosi, che avrebbero i soldi per gli investimenti, rischiando al contempo di compromettere la qualità dei servizi.

Non rispettare il patto di stabilità comporta delle pesanti sanzioni, con forti tagli ai trasferimenti dallo stato (in aggiunta a quelli eventualmente già stabiliti), per cui non può essere realisticamente presa in considerazione come soluzione, per risolvere situazioni contingenti, perché si ripercuoterebbe in maniera estremamente negativa sugli anni successivi.

Per quest anno è stato annunciato un allentamento della morsa, per consentire alle pubbliche amministrazioni di pagare i debiti nei confronti delle imprese. Ancora non è chiaro il quadro normativo, quindi neanche quali potrebbero essere (se ve ne fossero) i benefici per il comune di Corsico, ma la speranza è che si riesca ad andare anche oltre questo primo provvedimento (magari regionalizzando il patto di stabilità), vista l’attuale gravosità dei vincoli.

Il quadro nel quale dovrà quindi muoversi l’amministrazione di Corsico, alla luce anche di ulteriori tagli ai trasferimenti dallo stato, è decisamente difficile, ma ci sarà modo di illustrare, in un prossimo post, quello che può essere fatto, secondo la nostra lista civica.

 

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Gian Luca Triglia had written 30 articles for Insieme per Corsico

Nato il 20 febbraio 1974 a Milano, da sempre residente a Corsico, si laurea nell'ottobre 2002 in Scienze dell'Informazione, presso l'Università degli Studi di Milano e comincia da subito a lavorare come consulente informatico, per un'importante multinazionale, operante nel campo dell'Information Technology. E' stato tesoriere e segretario di un'associazione giovanile e si occupa attivamente di politica dal 2004, col suo ingresso in "Insieme per Corsico". Nella scorsa legislatura è stato membro del direttivo dell'associazione e consigliere della consulta di quartiere nord, oltre che membro della commissione biblioteca. Dal 2010 ricopre l'incarico di Portavoce di "Insieme per Corsico".

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