Un bilancio difficile

C’è già stato modo di descrivere il difficile contesto nel quale andrà redatto il prossimo bilancio comunale e in questo quadro ci sembra doveroso iniziare sottolineando con forza che il non rispettare il patto di stabilità non può essere preso minimamente in considerazione, viste le gravi conseguenze che peserebbero sui bilanci futuri, probabilmente costringendo a tagliare ciò che non andrebbe mai tagliato. Detto questo, è indubbio che dei sacrifici andranno fatti, ma solo seguendo un linea di condotta chiara, che porti a minimizzare gli effetti sui cittadini, già pesantemente colpiti dalla crisi.

In primo luogo, sarebbe auspicabile non agire sulla leva fiscale, per incrementare le entrate: aumentare IMU e addizionale IRPEF comporterebbe non solo un potenziale effetto recessivo (meno soldi disponibili = meno consumi), ma anche un grave elemento di ingiustizia, in particolare per quanto riguarda la prima delle due tasse. Basandosi sul valore catastale, che da ormai troppo tempo non è stato rivisto, l’IMU finisce per gravare in particolare sulle case più recenti, che pagano molto di più, rispetto ad altre, di pari valore commerciale, ma costruite prima. Questo, già di per se iniquo, colpirebbe principalmente le generazioni più giovani (che già hanno enormi problemi a gestire i loro progetti di famiglia), tipici acquirenti del nuovo e gli abitanti del nuovo quartiere Burgo, già vessati dagli alti costi per il teleriscaldamento. In teoria, sull’addizionale IRPEF si potrebbe eventualmente ragionare, come ultima risorsa, a fronte di minuziosi approfondimenti e simulazioni, solamente qualora si intendesse rimodulare le aliquote e trasformare la soglia di esenzione in una franchigia, così da annullare (o quanto meno limitare significativamente) gli effetti sui redditi più bassi.

Per quanto riguarda il comparto delle entrate, però qualcosa si può sicuramente fare: esistono bandi sia regionali che europei, per progetti da cofinanziare. Bisognerebbe aumentare gli sforzi per analizzarli e formulare le proposte.

Si dovrebbe quindi procedere analizzando con estremo scrupolo tutte le spese, per individuare ogni possibile margine (per quanto piccolo) per razionalizzarle. Se dei servizi andranno toccati, dovranno essere quelli non strategici: quelli a minore valore aggiunto sociale e limitato impatto sulla popolazione corsichese.

Rivedere l’organizzazione della macchina comunale avrebbe potuto aiutare, ma su questa strada sino ad ora l’amministrazione ha proceduto con cautela, preferendo un’ipotesi dall’orizzonte più lontano (e forse neanche raggiungibile), come la realizzazione di un nuovo municipio. I soldi però servono adesso ed efficentare i processi si può fare anche con le strutture attuali, ottenendo i conseguenti risparmi.

Ci dicono che una spending review è già stata fatta, ma vorremmo poter analizzare i risultati di questa attività (così come tutta la documentazione utile per farsi un’idea sul bilancio), perché la condivisione delle responsabilità deve essere consapevole, concedendo a tutti (movimenti politici di qualunque schieramento, associazioni e anche singoli cittadini) la possibilità di proporre soluzioni e partecipare al processo decisionale: nei momenti di difficoltà bisogna saper fare squadra, perché o se ne esce assieme, o non ne esce nessuno.

 

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Gian Luca Triglia had written 31 articles for Insieme per Corsico

Nato il 20 febbraio 1974 a Milano, da sempre residente a Corsico, si laurea nell'ottobre 2002 in Scienze dell'Informazione, presso l'Università degli Studi di Milano e comincia da subito a lavorare come consulente informatico, per un'importante multinazionale, operante nel campo dell'Information Technology. E' stato tesoriere e segretario di un'associazione giovanile e si occupa attivamente di politica dal 2004, col suo ingresso in "Insieme per Corsico". Nella scorsa legislatura è stato membro del direttivo dell'associazione e consigliere della consulta di quartiere nord, oltre che membro della commissione biblioteca. Dal 2010 ricopre l'incarico di Portavoce di "Insieme per Corsico".

One Response to "Un bilancio difficile"
  1. tino 9 aprile 2013 11:44 am

    Sarebbe molto interessante avere la possibilità di verificare i capitoli di bilancio che saranno oggetto di tagli. Se tagli si devono fare, non è possibile prescindere dall’analisi completa della cosa pubblica per stabilire alcune priorità: è indubbiamente più utile mantenere un servizio alla persona rinunciando a servizi meno essenziali, ridimensionando per esempio la scuola di musica che genera una perdita secca di quali 200 mila euro ogni anno, per servire peraltro in gran parte cittadini di altri comuni.

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