La trasparenza non è un optional

La vita sociale si basa sul confronto tra la gente, sul rapporto interpersonale che i cittadini coltivano ed esprimono a vari livelli, aggregandosi in associazioni – siano esse politiche, religiose, di aggregazione con altre finalità – che sono gli organi basilari della società civile.
Come tutte le strutture, per funzionare compiutamente richiedono regole, siano scritte o sostenute da considerazioni comuni dettate dalla morale, ma comunque condivise da un’ampia maggioranza o da un dogma.
Credo sia impossibile non condividere questi concetti astratti.
Abbandonando la facile retorica, vediamo sorgere quei comportamenti che rendono possibile apparentemente rispettare le regole generali, ma nella loro essenza rendono impossibile il proficuo svolgersi della vita sociale.
Due esempi recentissimi nel nostro ambito comunale.
Qualche mese fa, il nostro gruppo consiliare ha chiesto all’amministrazione comunale la documentazione completa relativa alla scuola civica di musica per individuare le criticità che determinano la perdita economica annua di circa 200 mila euro.
Obbligata per disposizioni legislative, ci è stata fornita una documentazione che può essere definita pertinente ma parziale. E’ evidente che per analizzare un qualsiasi argomento si devono possedere tutti gli elementi di conoscenza e, in mancanza, possono essere sostenute posizioni errate per vizio di origine, facendo apparire il migliore colui che si vuole contestare. Sembra inoltre che la gestione della scuola civica di musica sarà ceduta ad un organismo collegato alla Provincia di Milano, ma qui siamo nel campo dei “si dice”.
Se la vita sociale si basa sul confronto tra la gente, perché non palesare le realtà serenamente? Un comportamento omissivo che contrasta peraltro con la credibilità che Corsico si è guadagnata nel campo della legalità.
E ancora.
Nell’ultimo numero de “Il giornale di Corsico” edito dall’amministrazione comunale, un consigliere comunale del gruppo misto ha posto un quesito alla sindaca sfruttando lo spazio a lui riservato. Certamente non è nostra intenzione entrare nel merito di quanto espresso da quel consigliere, ma siamo affezionati in modo viscerale al rispetto delle regole.
Lo spazio riservato ai gruppi consigliari, com’è noto, è contingentato tanto che per una nostra iniziativa ormai datata, si arriverà ad un nuovo regolamento per il giornale probabilmente entro non moltissimo tempo.
Inoltre, i vari gruppi consigliari hanno possibilità di esprimere i loro concetti una volta al mese (quando esce il giornale), in perfetta forma anacronistica.
Perché la sindaca si ritiene autorizzata a rispondere nell’immediatezza a quel consigliere, occupando peraltro spazio che è contingentato per i gruppi consigliari? Perché il comitato di redazione non è stato informato di questo intendimento della direzione (sindaca)?
“Il giornale di Corsico” non è una proprietà della sindaca. E’ una proprietà dell’amministrazione comunale, composta da una maggioranza ed un’opposizione, espressione della vita sociale che dovrebbe rispettare le regole della vita sociale.

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