Quali politiche sociali per affrontare i problemi degli anziani nella nostra città?

Roberto Masiero, Candidato Sindaco di “Insieme per Corsico” e “Corsico per Masiero” – Dibattito tra candidati sindaci per le Elezioni amministrative 2015, organizzato da Sì o No, al Teatro Verdi di Corsico il 6 Maggio 2015.

Queste note sono dedicate alle persone che sono veramente interessate ai problemi della nostra città e a discutere le possibili soluzioni. Per loro, Roberto Masiero ha rielaborato le note che ha preparato relativamente alle nostre proposte riguardanti le politiche sociali, con particolare attenzione alla condizione degli anziani. Pubblicheremo nei prossimi giorni le parti relative a come rilanciare l’Economia e il Lavoro, al tema dell’ Associazionismo e al Marketing Territoriale.

 

DOMANDA DI Sì o No: Corsico, una città adulta. I suoi anziani oggi non sono una risorsa! Corsico è una città adulta: adulti e anziani sono una risorsa con un’incredibile voglia di essere resi partecipi della vita sociale del paese. Esperienza e professionalità sono state “pensionate”. Perno della famiglia, i nostri “nonni”, ex artigiani, commercialisti, commercianti, professionisti, imprenditori, dirigenti, impiegati e operai sono e si sentono esclusi dalla vita sociale. Come renderli una risorsa per il paese e i suoi bisogni? Come renderli protagonisti? Come sostenere il loro tempo libero, senza la pretesa di organizzarlo? Come sostenere la solitudine? Cosa faresti tu e in quale realistica forma?

Prima di tutto Corsico non è una Città “adulta”: Corsico è tendenzialmente “un Paese per Vecchi”, che registra la più elevata percentuale di popolazione maggiore di 80 anni del distretto. Aggiungiamo alcune considerazioni che ci aiutino a capire la vera dimensione dei problemi e le possibili soluzioni:

  • Cresce in Italia la frammentazione sociale: il 50% delle famiglie delle aree urbane è ormai composta da una sola persona;
  • Negli ultimi 20 anni la popolazione residente in Italia è aumentata del 6,3%, ma la fascia da 65 a79 è aumentata del 28% e quella di più di 80 del 75%. E si sa che oltre gli 80 anni circa il 40 % comincia a soffrire di forme di demenza senile. Quindi noi non siamo un’eccezione, siamo la punta dell’Iceberg!
  • In compenso, nasce un nuovo segmento sociale: i “Giovani Anziani” tra i 65 e i 75 anni. L’85% dei giovani anziani invece sta bene. Sono persone vitali, con molte energie e competenze da dare, che spesso invece devono rassegnarsi -loro malgrado- a passare gran parte della loro vita ai giardinetti.

Come abbiamo risposto finora alle esigenze ai principali problemi sociali del nostro Comune?

Nel Piano di Zona recentemente approvato c’è un’analisi dettagliata della spesa sociale del Comune di Corsico: nel 2012 il Comune ha speso 5.550.000 €, di cui il 5,9% per gli anziani, 10,6% per persone con disabilità, il 47,8% per minori-famiglia, il 20,4% per compartecipazione a spesa socio-sanitaria, cioè le spese sostenute dal Comune per l’inserimento dei propri cittadini, anziani e disabili, non autosufficienti o semi-autosufficienti, in strutture sanitarie locali.

Tuttavia esiste una differenza sostanziale tra domanda potenziale -o bisogno stimato- e domanda espressa (cioè reale accesso ai servizi): secondo il CERGAS Bocconi, solo il 25% degli anziani non autosufficienti è in carico ai servizi, mentre secondo i dati del Piano di Zona, solo il 6% delle persone con disabilità sono assistite dal nostro Comune: sull’altro 94%, buio assoluto!

Come viene gestito il Budget sociale e socio-sanitario in Lombardia?

  • C’è un’erogazione media di 1000 € a testa per i servizi sociali e sanitari;
  • l’INPS trasferisce 700 € direttamente alle famiglie sotto forma di assegni di accompagnamento: danno soldi, non servizi;
  • con questi soldi le famiglie arruolano un esercito di badanti, che vanno ad assistere dal “giovane anziano” al 95enne malato di Alzheimer.

Ma è questo il modo più efficiente di allocare le risorse disponibili? In sintesi: esistono nella nostra Comunità esigenze  diverse:

  • quella dei “giovani anziani”, che è una vera opportunità per la comunità;
  • quelle degli anziani semi-autosufficienti e delle persone con disabilità non gravi;
  • quelle degli anziani non-autosufficienti e delle persone con gravi disabilità.

I gap del sistema del Welfare:

  • di fronte a questa diversità di esigenze, abbiamo un sistema di servizi rigidi e standardizzati, focalizzati sulla fragilità estrema: manca la media e la bassa soglia, che dovremmo soddisfare invece attraverso un nuovo Welfare comunitario;
  • non abbiamo alcuna visibilità sul sistema complessivo dei bisogni, né sulla configurazione di un’offerta frammentata e inefficiente (Comuni, ASL, Terzo settore, Fondazioni private..);
  • servizi a soluzioni individuali che isolano utenti e famiglie, che rafforzano il diradarsi dei legami sociali (es. badante o tata per singolo anziano o bimbo);
  • un sistema frammentato che favorisce famiglie competenti o individui con forti reti sociali: iniquità.

Che cosa significa allora costruire un vero sistema di Welfare comunitario per affrontare questi problemi?

Dal Welfare State al Welfare Mix: dobbiamo gestire il passaggio da un Welfare distributivo a un Welfare generativo, fondato sul coinvolgimento di nuove forme organizzative di comunità -privato/sociale- che si affiancano alle istituzioni locali, generando un mercato rivolto alla collettività, di natura privatistica ma privo di finalità di lucro.

Le nostre Proposte:

1) Ricomporre la domanda

  • Aggregare la domanda, costruire una cabina di regia in grado di VEDERE la domanda potenziale complessiva e non solo la domanda espressa.
  • Politica sul 100% delle risorse e non solo sul 25%.
  • Creare una nuova offerta di servizi che aggreghino la domanda e ricompongano reti sociali. Per esempio: badante di condominio per anziani semi-autosufficienti, badante jolly per ferie/malattia, tata per più famiglie. E perché non aiuti domestici a ore, servizi a domicilio come parrucchiera o pedicure, eventualmente con una partecipazione parziale o totale ai costi in base al reddito?

2) Creare nuove reti/legami sociali inclusivi

  • Concentrarsi sullo sviluppo di piattaforme (fisiche e virtuali) di incontro, che si autofinanzino, per promuovere la ricomposizione sociale e la rinascita di reti sociali.
  • Promuovere l’economia condivisa ed il consumo collaborativo: car sharing, house sharing, vacanze insieme, gruppi di lettura, GAS, etc..

3) Una politica per i “Giovani Anziani”: reinventare dei luoghi dove i giovani anziani possano autogestirsi e autofinanziarsi (spazio di ritrovo a 2/300 giovani anziani per  fare ad es. un “circolo di lettura”, non un circolo “della terza età!”)

  • Molti giovani anziani sono “discretamente digitali”, e possono fungere da mentor per uno o due altri anziani che, in un mondo in cui i servizi verranno erogati in forma digitale, potranno trovarsi spaesati (certificati, tasse, pratiche varie)
  • Infine, molti “giovani anziani” potranno entrare a far parte di un circuito strutturato, dotato di una carta del volontariato che consenta di offrire servizi per la manutenzione e la sicurezza della città in cambio di servizi alla persona. Per esempio: due ore di pulizia dei parchi in cambio di due ore di badante/jolly per sé o per i genitori.

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One Response to "Quali politiche sociali per affrontare i problemi degli anziani nella nostra città?"
  1. Insieme per Corsico » Per il rilancio dell’economia e del lavoro nella nostra città 18 maggio 2015 15:44 pm

    [...] già pubblicato la riflessione completa sulle Politiche sociali per affrontare i problemi degli anziani nella nostra città proposta da Roberto Masiero in occasione del dibattito tra candidati sindaci per le Elezioni [...]

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