Ultimo Consiglio Comunale: tra fiumi di parole emergono i punti deboli del Centro-destra

È il caso di fare un po’ di ordine e chiarire ai cittadini alcuni passaggi importanti dopo le chiacchiere, la demagogia e i “giochini politici” emersi in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale dello scorso 29 ottobre. Sono usciti articoli in merito e diverse considerazioni sui canali Facebook, dunque è arrivato il momento di chiarire la situazione e le scelte di Insieme per Corsico, entrambe volutamente strumentalizzate dalla maggioranza di Centro-destra. Sono due i casi eclatanti nei quali l’attuale maggioranza ha “cambiato idea” circa le proposte presentate ai tempi in cui si trovava all’opposizione, allora presentate con convinzione, successivamente diventate in alcuni casi cavalli di battaglia elettorale, ed oggi fortemente contrastate ed infine bocciate in Consiglio Comunale.

“Determinazione indennità di funzione del Presidente del Consiglio e gettone di presenza dei Consiglieri Comunali”

In merito a tale argomento, i Capigruppo di “Insieme per Corsico”, “Corsico per Masiero” e del Partito Democratico, hanno presentato un emendamento proponendo di dimezzare tali compensi. È importante sottolineare che tale emendamento si differenzia da quello presentato in passato dal Consigliere dell’allora opposizione Roberto Tarantola, in quanto riguardante solo i compensi del Presidente del Consiglio -equivalente a circa 1400euro/mensili- e dei gettoni di presenza di tutti i Consiglieri. Nel caso passato, la proposta prevedeva anche la riduzione del numero degli assessori e del compenso del Sindaco. Insieme per Corsico, che durante la scorsa amministrazione si trovava all’opposizione, si è astenuta durante la votazione bocciata dalla maggioranza di Centro-sinistra, perché, benchè favorevole alla parte riguardante il Presidente del Consiglio e Consiglieri, la nostra lista si è trovata contraria ai tagli alla Giunta, considerando l’impegno degli assessori e del Sindaco un lavoro a tutti gli effetti meritevole di un appropriato compenso. Dunque nessuna incoerenza e contraddizione da parte della nostra Lista Civica, nel riproporre lo stesso argomento in questo modo rivisto.

Ma per quanto riguarda il Centro-destra? In perfetta contraddizione con quanto proposto due anni fa dal loro rappresentante, la maggioranza di Centro-destra il 29 ottobre 2015 ha votato contro la proposta dell’opposizione di dimezzare i compensi dei Consiglieri e del Presidente del Consiglio. A parte qualche banale giochino “strategico” che ha visto il Consigliere Michele Valastro votare favorevolmente, consapevole del fatto che comunque la proposta non avrebbe raggiunto sufficienti voti per passare, la mozione è stata di fatto bocciata. Se questo argomento ha fatto emergere le prime contraddizioni da parte del centro destra, non è andata meglio con il secondo punto caldo trattato in Consiglio: il teleriscaldamento nel quartiere ex-Burgo.

Mozione: “Interventi da porsi in atto in relazione al servizio di teleriscaldamento”

Il discorso è delicato e complesso e prosegue da anni, precisamente dal 2007 con la stipula di una convenzione tra il Comune e la cooperativa che ha edificato il quartiere che ora sorge sull’area Ex-Burgo per la fornitura di teleriscaldamento al complesso residenziale Ex-Burgo da parte di un gestore (prima RETE S.r.l. e ora ATECC S.r.l.). Al fine di richiedere al Comune interventi concreti per rispettare tale convenzione e garantire i diritti dei residenti dell’area Ex-Burgo interessati dal servizio di teleriscaldamento, i nostri consiglieri hanno presentato la mozione qui consultabile.

Sintetizzando, ciò che è stato chiesto alla Giunta è far applicare una tariffa appropriata secondo i criteri previsti dalla convenzione, di verificare l’efficienza dell’impianto di teleriscaldamento e di garantire una lettura trasparente delle fatture. Queste semplici proposte, che riflettevano le richieste espresse dal Comitato degli abitanti del Quartiere Ex-Burgo, sono state respinte dalla Giunta: nessun impegno ad applicare la metodologia prevista dalla Convenzione del 2007 per la definizione dei prezzi di riferimento; nessuna assunzione di responsabilità diretta nel monitoraggio dell’efficienza dell’impianto di teleriscaldamento e della garanzia della lettura trasparente delle fatture. Solo un modesto impegno ad aprire un “tavolino” di consultazione con il gestore del servizio, dal valore puramente propagandistico, che ci chiediamo a cosa potrà mai portare a questo punto. E così gli utenti del teleriscaldamento sono abbandonati a sé stessi e al destino della loro class action, da un’Amministrazione che usa lo spettro del “danno erariale” per giustificare la propria inerzia.

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