FATTI E PAROLE

La polizia locale di un comune deve svolgere il proprio ruolo nella sfera di competenze che la legge gli attribuisce, prevenendo per quanto possibile il compimento di fatti illeciti o illegittimi e reprimendoli quando si deve. Da questo si capisce che la presenza degli agenti sul territorio è tanto più necessaria aumentando il numero di utenza sul territorio stesso.

Ciò premesso, abbiamo appreso da un comunicato stampa del comune che nella polizia locale di Corsico sono entrate in servizio “le pattuglie di prossimità” composte da quattro agenti.

Le finalità dichiarate sono quelle di favorire uno stretto contatto con i cittadini per risolvere le situazioni di disagio individuate.

Ottima iniziativa se fosse efficacemente sostenibile!

Come abbiamo detto in altre occasioni, noi pensiamo sia necessario articolare meglio le risorse a disposizione e riteniamo quindi sbagliato un loro utilizzo in modo irrazionale, che genera solo false attese nella popolazione.

Si pensi che l’attuale turnazione della polizia locale, in alcune festività genera la totale assenza di agenti per buona parte della giornata. Se innovazione si vuole apportare, si colmino le evidenti lacune senza inventare nuove insostenibili realtà, valide solo per esibire false eccellenze.

Inoltre, apprendiamo che buona parte dei servizi saranno svolti in borghese. E’ pur vero che il fatto può determinare il successo di alcune operazioni particolari, ma questi interventi non possono far parte di un programma istituzionale standard – così com’è detto nel comunicato stampa – ma devono invece collocarsi in un contesto particolare ed autorizzate singolarmente dal responsabile del servizio.

Di norma, siamo convinti che i nostri vigili debbano svolgere il loro lavoro in divisa, ben individuabili in mezzo alla gente, nella convinzione che la divisa stessa funga da deterrente. Ad altri organi di polizia lasciamo la programmazione di quegli aspetti della vigilanza che devono essere affrontati con professionalità e strutture diverse.