C’è un tema che, ogni giorno, arriva sulla scrivania dell’Assessorato ai Servizi Sociali con sempre maggiore forza: il bisogno di una casa.
Non si tratta solo di persone senza un’abitazione. Sempre più spesso sono famiglie che lavorano, anziani con pensioni modeste, giovani coppie, genitori separati. Persone che fino a pochi anni fa riuscivano a sostenere un affitto e che oggi, con canoni sempre più alti e salari sostanzialmente fermi, non ce la fanno più.
La casa come punto di partenza
Dietro ogni domanda di alloggio c’è una storia diversa. Ma c’è un elemento comune: la casa rappresenta il punto da cui ripartire.
Senza una casa è difficile trovare stabilità, costruire relazioni, garantire serenità ai propri figli. E quando sono coinvolti dei minori, il dovere delle istituzioni è ancora più grande: servono risposte rapide, concrete e responsabili.
Il patrimonio abitativo comunale
Il nostro Comune dispone di un patrimonio di circa 320 alloggi pubblici. È una risorsa preziosa che va amministrata con attenzione, lungimiranza e senso di giustizia.
Ogni alloggio recuperato, ogni manutenzione completata, ogni assegnazione effettuata con criteri chiari rappresenta una risposta concreta a un bisogno reale.
Un diritto che richiede responsabilità
Amministrare il patrimonio abitativo significa anche affrontare una sfida culturale.
La casa pubblica è un diritto per chi si trova in una condizione di fragilità, ma richiede anche cura, rispetto e senso di responsabilità. È un bene della collettività, costruito e mantenuto con risorse pubbliche.
Per questo chiediamo a chi vi abita di averne cura, di rispettare gli spazi comuni, i vicini e le regole della convivenza.
La qualità dell’abitare non dipende solo dalle manutenzioni o dagli investimenti. Dipende anche dal comportamento delle persone. Cura, rispetto e senso di appartenenza sono parte integrante di una buona politica della casa.
Solidarietà e responsabilità
Come assessore ai Servizi Sociali credo che il nostro compito sia duplice: garantire il diritto all’abitare a chi vive una situazione di difficoltà e, allo stesso tempo, promuovere una cultura della responsabilità.
Perché solidarietà e responsabilità non sono valori alternativi: sono le due fondamenta su cui costruire una comunità più giusta.
La casa non è solo un tetto. È dignità, sicurezza, futuro. E custodirla, insieme, significa avere cura della nostra comunità.
Maurizio Magnoni
Assessore alle Politiche sociali e abitative
Questo articolo fa parte del Numero 3 – luglio 2026 de La Voce di Corsico
